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(fonte: Wikipedia) La storia Lo stadio comunale di Siracusa, intitolato a Nicola De Simone, calciatore azzurro deceduto durante uno scontro di gioco a Palma Campania, sorge in pieno centro di città nello storico e popolare rione Santa Lucia a due passi dalla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro e, sebbene un po\\\\\\\\\\\\\\\' distante, dal Santuario della Madonna delle Lacrime. Costruito durante gli anni del ventennio fascista (sono ancora visibili all\\\\\\\\\\\\\\\'ingresso i simboli di tale periodo), ha una capienza di circa 8000 spettatori, mentre quando il Siracusa militava in serie C la portata era maggiore, arrivando ad avere, nel 1988, una capienza massima di 12 000 spettatori. Durante la stagione 1994/95 è stata creata una recinzione a gabbia destinata a distanziare il terreno da gioco dagli spettatori riducendone drasticamente la capienza nonché la visibilità specialmente nel settore della curva sud, allora occupata dagli ultras. La motivazione di chiudere al pubblico la curva fu di ordine pubblico e di sicurezza. Oggi la \\\\\\\"sud\\\\\\\" è riservata agli ospiti, di conseguenza la tifoseria più calda è stata costretta a trovare posto nella nuova curva nord, ribatezzata \\\\\\\\\\\\\\\"Curva Anna\\\\\\\\\\\\\\\" in onore di un\\\\\\\\\\\\\\\'affezionata ultras. Da parecchi anni è stata richiesta la realizzazione di un nuovo impianto, più grande, sicuro e funzionale, posizionato fuori città, ma né l\\\\\\\'amministrazione né i risultati poco entusiasmanti del club (che dal 1995 non riesce ad uscire dal tunnel dei dilettanti) aiutano in tal senso. Nel 2001 ha subito la prima ristrutturazione, con la sistemazione degli spogliatoi, l\\\\\\\'installazione della nuova tribuna laterale da 700 posti e dell\\\\\\\'impianto idrico, e con l\\\\\\\'installazione di seggiolini azzurri in tribuna coperta. Tre anni dopo, nel 2004, è stato soggetto ad altri interventi più ampi e variegati: la creazione della già citata \\\\\\\"Curva Anna\\\\\\\", il livellamento della gradinata con delle basi di ferro, l\\\\\\\'aggiunta di bagni pubblici nelle due curve, di palestre negli spogliatoi, il recupero della vecchia foresteria (da sempre denominata la palazzina) ridestinata a casa-alloggio di quei giocatori lontani dalle rispettive città di appartenenza o semplicemente senza famiglia oltre che ad ufficio della società (al cui interno è presente una sala-conferenze aperta soltanto in occasione di eventi particolari), e di una nuova recinzione in vetro antisfondamento nel settore gradinata, mentre ad essere rinnovati durante l\\\\\\\'estate 2006 sono stati l\\\\\\\\\\\\\\\'impianto di illuminazione, l\\\\\\\\\\\\\\\'impianto audio e luce della tribuna e soprattutto il campo di gioco, con una nuova ed efficiente erba proveniente dall\\\\\\\'Austria. A questi interventi si aggiunge la realizzazione di un campetto in erba sintetica, destinato agli allenamenti del settore giovanile e della prima squadra in caso di pioggia o maltempo, localizzato dietro la gradinata e dedicato a Paolo Quattropani, storico preparatore atletico azzurro. Nel 2007, infine, la tribuna centrale è stata intitolata a Corrado Siringo, talentuoso centravanti della juniores morto in un incidente stradale, tribuna e sala stampa (rifatte ex-novo dopo anni di progressivo abbandono) sono state intitolate a Lino Romano, una delle firme più eccellenti del giornalismo siracusano, ed a bordocampo è stato edificato il settore disabili. Eventi particolari Il Nicola De Simone, il 22 dicembre 2004, è stato protagonista di un evento storico per l\\\\\\\'intera comunità aretusea, riconducibile alla partenza del corpo di Santa Lucia tornato eccezionalmente nella città natia per soli sette giorni per celebrare il 1700esimo centenario della sua morte. Difatti, per motivi di ordine pubblico, si decise di affidare la custodia delle sacre spoglie della Santa siracusana ai Vigili del Fuoco (alternati, come da tradizione, in occasione dell\\\\\\\'ottava del 20 dicembre con i berretti verdi, i cosiddetti portatori del simulacro argenteo di Santa Lucia, per il trasporto dello stesso) che le portarono nel vicinissimo stadio, chiuso al pubblico, per poi richiuderlo all\\\\\\\'interno di un elicottero sempre dei Vigili del Fuoco che lo riportò all\\\\\\\'aeroporto Fontanarossa di Catania destinazione Venezia. I siracusani furono cosi costretti a vivere gli ultimi momenti di Santa Lucia a Siracusa mediante un maxi-schermo installato per l\\\\\\\'occasione in piazza Santa Lucia, mentre altri poterono assistere alla partenza della Santa Patrona aretusea dai balconi dei palazzi circostanti lo stadio. |