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La morte di Graziano Verzotto PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Giugno 2010 16:51

L'ultima volta l'avevamo visto simile ad un padrino, anziano, di qualche caricatura cinematografica tratta dai libri di Mario Puzo: era stato invitato al "De Simone" per assistere ad una partita del Siracusa. Arrivò in un gessato nero con accanto due uomini dello stesso antico colore che lo affiancavano. Il potere non l'aveva più, ma l'ombra del passato sembrava ancora aleggiare quel giorno in quel palco della tribuna che l'aveva visto spesso assoluto protagonista degli anni Settanta. Ma Verzotto e il calcio si incontrarono non immediatamente, perché per almeno vent'anni esercitò la sua influenza su ben altri settori, essendo stato mandato in Sicilia negli anni Cinquanta per mettere ordine nelle divisioni della potente Democrazia Cristiana.

Verzotto, veneto di nascita, fu massima autorità politica siracusana, presidente della Regione Sicilia e ricco presidente dell'Ente minerario siciliano. Non mancarono momenti "oscuri", o comunque pieni di mistero, che videro Verzotto vicino osservatore di alcuni tra gli scandali della nostra storia Repubblicana. Come il suo viaggio con Enrico Mattei alla vigilia della misteriosa scomparsa o i tanti soldi depositati nelle casse del banchiere Sindona.

Fu però proprio la politica che fece conoscere Verzotto e Concetto Lo Bello (arbitro internazionale siracusano e poi assessore allo sport) creando quel ciclo che avrebbe portato il Siracusa di nuovo in Serie C, dopo due anni di inutili tentativi affidati ai "palazzinari", e poi addirittura a programmare la promozione in Serie B. Non arrivò il ritorno in cadetteria, ma più di una generazione siracusana sa che con Verzotto si aprì e poi si chiuse un'epoca ad oggi ancora inimitabile. Nell'estate del 1970 assunse la carica di massimo dirigente del calcio siracusano e al primo tentativo conquistò, dopo una maratona di sfide contro la Cantieri Navali Palermo, la meritata promozione. Furono anni in cui il Siracusa ebbe una organizzazione manageriale, divenne una delle più quotate e desiderate società del calcio meridionale. Mancò la fortuna, anche perché in quelle stagioni solo una squadra l'anno poteva accedere alla serie B. Non esistevano i playoff a cui il Siracusa avrebbe sicuramente potuto partecipare e dire la sua. Tutto finì nella seconda metà degli anni settanta in maniera piuttosto ingloriosa. Un presunto sequestro di persona, mai del tutto spiegato, segnò il declino politico dell'uomo che affidò prima alla moglie la gestione del club e poi lasciò la Sicilia.

Negli ultimi anni la malattia e alcuni articoli di giornale su scala nazionale a causa della pubblicazione delle proprie memorie che davano il punto di vista su alcuni momenti della nostra storia repubblicana.

Il Siracusa calcio sicuramente ricorderà lo storico personaggio e daremo sicuramente spazio ad eventuali iniziative del club.